Edizioni Sonda

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“Sai cos’è l’insonnia?” mi ha chiesto Riccardo durante l’intervallo a scuola.
“E’ quando non riesci a dormire la notte, no? Perché mi hai fatto questa domanda?”
“Perché a casa mia c’è una epidemia di insonnia in corso e presto contagerà anche me, ne sono sicuro”.
“Puoi essere più chiaro?”
”Da due settimane mia madre non riesce a prendere sonno. Cerca di andare a letto il più tardi possibile ma non serve a niente. Dorme sì e no un’ora o due. Il resto della notte lo passa sveglia a rigirarsi nel letto”.
“C’è qualcosa che la preoccupa?”
“Lei dice di no. Mio padre la interroga, ma mia madre non sa cosa rispondergli. Dice che dev’essere un momento, che nella vita capita a tutti, prima o poi. Sta di fatto che di notte va in cucina a prepararsi delle tisane oppure si piazza nel salotto, legge qualche rivista o guarda la televisione. Mio padre si alza e le tiene compagnia. Ma lei gli dice di restare a letto, perché se no perde la concentrazione sul lavoro. Io non posso fare a meno di sentire queste manovre notturne e mi sveglio”.
“E durante il giorno, dorme?”
“Dice che qualcosa recupera. Mio padre vorrebbe portarla dal medico, ma lei si rifiuta. Gli assicura che passerà, prima o poi, e che non ha voglia di attaccarsi ai medicinali per dormire in modo artificiale”.
“E’ un bel problema”.
“Puoi dirlo. Se perdo il sonno anch’io, non potrò più venire a scuola”.
“Forse tua mamma dovrebbe uscire più spesso, camminare di più, vedere altra gente, distrarsi”.
“E dove lo trova il tempo? Dice che ha tante cose da fare in casa”.
“Potrebbe trascurarne alcune, quelle meno importanti”.
“Per lei sono tutte importanti”.
“Perché non le dici di telefonare a mia madre? Può darsi che tra donne si capiscano meglio. Magari c’è qualcosa che la preoccupa, ma non osa dirlo a tuo padre. Mia madre dice che è come una cassaforte. Da lei i segreti degli altri sono al sicuro”.
“Che segreti può mai avere mia madre?”
“Non lo so, Riccardo”.
“Pensi che sia preoccupata perché io non le do tutte le soddisfazioni che si aspetta da me a scuola?”
“Ti ha detto qualcosa al riguardo?”
“No, mai”.
“Allora tu non c’entri nulla”.
“Pensi che c’entri mio padre?”
“Per caso negli ultimi tempi hanno bisticciato?”
“Macché, mio padre si è sempre comportato con lei come un cagnolino. Pensa che le consegna tutto quello che guadagna e fa decidere a lei come spendere i soldi che entrano in casa”.
“Allora non so proprio cosa pensare, Rick”.
“A tua madre è mai successa una cosa del genere?”
“Che io mi ricordi, no”.
“Adesso che ci penso, tua madre ha tre anni meno della mia. Magari fra tre anni capita anche a lei. Avremo tempo per riparlarne, Tony”.

 


La serie del piccolo Antonio di Angelo Petrosino

La serie di Antonio

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