Edizioni Sonda

L’amicizia e le cipolle

Oggi pomeriggio sono andato con Riccardo a comprare delle cipolle in un negozio di corso Vercelli.
Ne aveva bisogno mia madre, che si era dimenticata di acquistarle quando era andata al mercato prima di pranzo.
“Non ti vergogni a fare la spesa?” mi ha chiesto Riccardo.
“No, perché dovrei?”
“Io non la faccio mai. Per cosa servono le cipolle a tua madre?”
“Credo che debba metterle nel minestrone”.
“Non sono quelle che puzzano, vero?”
“Forse ti riferisci all’aglio”.
“Ah, sì, è quello”.
“Dicono che faccia bene alla pressione e al cuore”.
“Non ci riguarda”.
Il fruttivendolo ci ha tenuto una specie di lezione.
“Ci sono vari tipi di cipolle” ha cominciato. “Ci sono quelle bianche, dorate, rosse. E poi c’è lo scalogno”.
“Che roba è?” gli ha chiesto Riccardo.
“E’ una pianta i cui bulbi sono uguali in tutto e per tutto a quelli della cipolla. Ma sono più piccoli. Io ho sempre la varietà più pregiata, cioè quella di Romagna. Comunque ho sempre anche la classica e celebre cipolla rossa di Tropea. Come volete regolarvi?”
“Non ne ho alcuna idea” gli ho risposto. “Mi dia quella normale”.
“A cosa vi servono?”
“Ad aggiungerle nel minestrone”.
“E’ una buona idea. Io però suggerirei a tua madre di adoperarle anche per fare degli ottimi agnolotti piemontesi, o per preparare un bell’antipasto di alici fritte marinate. Le avete mai assaggiate?”
“No” ha risposto Riccardo.
“Ve le consiglio, sono una delizia. Dovete sapere che io, faccio sì il fruttivendolo, ma sono anche un cuoco di prima scelta. Infatti a casa mia non permetto quasi mai a mia moglie di mettere mano ai fornelli. Qualche volta glielo consento, ma sotto la mia supervisione. Eh, sì, il mio posto sarebbe in un bel ristorante a quattro stelle o persino cinque. E non lo dico per vantarmi”.
“Allora come mai ha deciso di fare il fruttivendolo?”
“Deciso? E’ la vita che ha deciso per me, ragazzi. E’ una storia troppo lunga da raccontare, ma se venite a trovarmi di nuovo vi sorprenderò con l’odissea che ho attraversato”.
Probabilmente avrebbe cominciato a raccontarcela subito, ma proprio in quel momento sono entrate due donne che dovevano essere delle affezionate clienti. Infatti ci ha consegnato le cipolle, se l’è fatte pagare e ci ha salutati in modo brusco.
“Che tipo!” ha esclamato Riccardo mentre tornavamo a casa. “In un centro commerciale queste cose non succedono. Ti servi da solo e vai a pagare”.
“Comunque è stato interessante ascoltarlo”.
“Che cosa ci hai trovato di tanto interessante?”
“Se glielo racconto a mio padre, sono sicuro che inventa una storia. Potrebbe intitolarla Il fruttivendolo che non è diventato cuoco. Forse è stato meglio che non ci abbia raccontato la sua odissea, così mio padre è più libero di inventare”.
“Anche tu sei abbastanza curioso, Tony. Tuo padre ti ha infettato con la sua mania di scrivere storie”.
“Non è una mania, Rick. E’ il suo mestiere”.
“Non fa per me. Noi due siamo diversi, Tony, ammettilo. Spero che un giorno questo non ci faccia rompere la nostra amicizia”.
“Non succederà. Secondo me andremo a comprare le cipolle insieme anche da grandi”.

 


La serie del piccolo Antonio di Angelo Petrosino

La serie di Antonio

 

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