Edizioni Sonda

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L’orecchino di Riccardo

“Ci stai a mettere l’orecchino?” mi ha chiesto Ricardo mentre finivamo di fare i compiti di inglese.
La sua domanda mi ha sorpreso. Ma gli ho risposto senza esitazione: “Non ho voglia di farmi bucare un orecchio”.
“Dì la verità. Temi che tua madre ti dica di no?”
“Non ho idea di cosa ne possa pensare. Ma non è questa la ragione”.
“Proverò a chiedere alla mia, anche se credo di conoscere già la risposta. Ti faccio sapere più tardi. Sei sicuro che questa frase sia tradotta bene?”
“Credo di sì. Abbiamo controllato due volte. Dare la caccia a qualcuno si dice to go after someone”.
“Vuol dire anche ‘correre dietro a una ragazza, corteggiarla’.
“Ma non è questo il caso”.
“La lingua inglese è strana, Tony”.
“Perché?”
“Si pronuncia in modo diverso da come si scrive”.
“Succede anche con le altre lingue”.
“Ma non con l’italiano”.
“E’ vero”.
“Almeno in questo siamo fortunati. Ci sentiamo”.
La telefonata di Riccardo è arrivata un quarto d’ora dopo.
“Come immaginavo, Tony. Mia madre  mi ha detto di togliermi dalla testa l’idea di appiccicare un orecchino sia al lobo destro sia a quello sinistro delle mie orecchie”.
“Ti ha spiegato perché?”.
“Lei non spiega, ordina. Comunque ha detto che sono ancora piccolo per prendere una decisione del genere. E ha aggiunto che in ogni caso non avrebbe i soldi. Dice che per la foratura di un orecchio in condizioni di sicurezza ci vogliono più di venti euro”.
“Direi che di spiegazioni te ne ha date parecchie”.
“Chiamale spiegazioni. Per me sono soltanto scuse. Lei non vuole che io cresca, questa è la verità. Ma tanto, io cresco lo stesso”.


 

La serie del piccolo Antonio di Angelo Petrosino

La serie di Antonio

 

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