Edizioni Sonda

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L’uomo con la mascherina

Non credo di essere il solo ad avere paura del dentista. Ma a me vengono addirittura i brividi.
E’ per questo che mi lavo i denti in ogni occasione, pur di non mettere piede nello studio del nostro dentista di famiglia.
Ieri, però, mia madre ha insistito.
“Dobbiamo andare per un controllo, Antonio”.
“I miei denti sono a posto, stai tranquilla”.
“I denti sono un patrimonio prezioso. Se funzionano bene loro, funziona bene tutto il corpo”.
Non c’è stato verso di farle cambiare idea. Così oggi ci siamo presentati nello studio del dottor Amoruso, accolti dal sorriso della sua assistente Elisabetta.
“Ciao, Antonio” mi ha salutato, pizzicandomi una guancia con due dita.
Elisabetta non ha più di venticinque anni, mi assicura mia madre. Ma a me sembra una ragazzina.
“Vuoi che venga con te?” mi ha chiesto mia madre quando Elisabetta è venuta a prendermi per farmi accomodare sulla poltrona del dentista.
“Non è il caso. Tra un paio di minuti torno, vedrai che è tutto a posto”.
Invece non è stato così. Il dottor Amoruso, dopo aver esplorato la mia bocca, ha chiamato mia madre e le ha detto: “Ci sono formazioni consistenti di tartaro da asportare”.
“Va bene, faccia pure”.
“Com’è possibile?” ho chiesto io spaventato, ben sapendo che avrebbe usato il trapano.
“Devo insegnarti bene come adoperare lo spazzolino. Intanto liberiamo la bocca dal superfluo”.
“Ho un po’ di mal di testa. Posso tornare un altro giorno?”.
“Non ci vorrà molto”.
Elisabetta si è piazzata alla mia sinistra e mi ha infilato in bocca l’aspirasaliva. Il dentista si è seduto a destra al mio fianco, dopo essersi coperto la bocca con una mascherina.
“Posso essere presente, dottore?” ha chiesto mia madre.
“Preferirei di no, signora. Il ragazzo è abbastanza grande da affrontare da solo un intervento di routine come questo”.
“Allora io vado di là” mi ha detto mia madre dopo avermi toccato un braccio.
Ho chiuso gli occhi e ho cercato di pensare ad altro.
Ogni tanto una fitta tra un dente e l’altro mi faceva sobbalzare sulla poltrona, mentre l’aspirasaliva succhiava e succhiava.
Quando ha finito, il dottore si è tolto la mascherina e mi ha detto: “Complimenti, sei stato bravo. Non capisco questa paura che avete del dentista. Adesso ti spiego come devi lavarti i denti”. 
Tornando a casa, mia madre mi ha chiesto: “E’ stata dura?”
“Ho la testa che mi rintrona ancora”.
“Passerà. Intanto abbiamo allungato la vita ai tuoi denti ed è una buona cosa”.


 

La serie del piccolo Antonio di Angelo Petrosino

La serie di Antonio

 

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