Edizioni Sonda

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Promossi e gelati

A scuola ci siamo presentati tutti e quattro insieme.
Ginevra era sulle spine.
“Forse non ce l’ho fatta” ha detto a Riccardo.
“Non scherzare. Sei sempre stata una delle migliori in tutte le materie. Se ti bocciano, mettiamo a soqquadro la scuola, vero, Tony?”
Ho sorriso a Riccardo, ma ho notato che anche lui era nervoso. Tiene molto a Ginevra. Quando in classe aveva soltanto il sospetto che qualcuno sparlasse alle sue spalle o si accorgeva che uno dei maschi la prendeva in giro, si agitava e lanciava sguardi feroci in ogni direzione.
Un giorno Michele gli disse: “Non ti agitare troppo. Non te la tocca nessuno la tua Ginevra. Lo sanno tutti che è fatta di vetro”.
Riccardo si limitò a lanciargli un’occhiata di debole minaccia.
Ginevra, che aveva sentito le parole di Michele, disse ridendo a Riccardo: “Michele ha ragione. Ma sono di vetro infrangibile”.
Nei primi giorni di scuola Ginevra era molto timida e insicura. E sempre a causa della paura di non riuscire a leggere e a scrivere senza commettere una montagna di errori. Proprio come in passato mi ero sentito io.
Comunque era diventata quasi subito amica di Margherita, Riccardo l’aveva presa, per così dire, sotto la sua protezione, e Panizza era cambiato. Perciò, dopo poche settimane Ginevra aveva smesso di tremare e di diventare rossa ogni volta che sentiva echeggiare il suo nome nella classe.
Sia io, sia Riccardo parliamo poco tra noi di Ginevra e di Margherita.
“Ma io e Ginevra parliamo invece molto di voi” mi disse un giorno Margherita.
“Che cosa vi dite?”
“Devo chiedere il permesso a Ginevra prima di risponderti”.
Quando abbiamo visto i nostri voti, non abbiamo fatto i confronti. Eravamo stati promossi tutti e quattro e tanto ci bastava.
“Che cosa volete fare?” ci ha chiesto Riccardo.
“Che ne dite di una passeggiata fino a Piazza Crispi, prima di tornare a casa?” ci ha proposto Margherita.
Le abbiamo risposto di sì e ci siamo avviati. Io avevo in tasca abbastanza soldi per comprare quattro gelati. Me li aveva dati mio padre quando gli avevo detto che stavo andando a scuola con i miei amici.
“Sono sicuro che avete superato l’anno tutti e quattro, perciò compra il gelato per tutti”.
Ed è quello che ho fatto prima di arrivare al mercato in piazza Crispi.
Faceva molto caldo e i gelati si scioglievano in fretta, perciò li abbiamo leccati velocemente. Ci siamo sporcati mani e bocca e se Margherita e Ginevra non avessero avuto un pacco di fazzoletti di carta ciascuna, non so come avremmo fatto a pulirci.
Il mercato era affollato e sia io, sia Riccardo avremmo preferito non infilarci tra le bancarelle.
“Non abbiamo niente da comprare” ha detto Riccardo.
Margherita e Ginevra, però, hanno insistito.
Cinque minuti dopo eravamo pigiati da una folla di donne che ci guardavano con sospetto.
“Scommetto che ci considerano dei ladruncoli o dei borseggiatori” mi ha bisbigliato Riccardo. “Sarà meglio lasciare la piazza”.
Ma l’abbiamo fatto solo quando Margherita e Ginevra hanno deciso che ne avevano abbastanza.
Prima di sfilarci dalla folla che si accalcava intorno alle bancarelle, Margherita mi ha preso una mano e me l’ha stretta forte. Ho notato subito che anche Ginevra aveva preso la mano di Riccardo.
Allora ho pensato che si fosse messa d’accordo con Margherita e abbiamo rallentato l’uscita dal mercato.

 


La serie del piccolo Antonio di Angelo Petrosino

La serie di Antonio

 

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