Edizioni Sonda

Realtà e fantasia

Non siamo andati molto lontano. Siamo entrati a parco Sempione e ci siamo seduti su una panchina.
Per un paio di minuti siamo rimasti zitti. Poi Riccardo mi ha chiesto: “Non dici nulla?”
“Cosa vuoi che dica, Rick?”
“Non è possibile credere a tante coincidenze tutte insieme. Quello lì ci ha presi in giro”.
“Come avrebbe potuto farlo? E’ la prima volta che lo incontriamo. Con quella faccia, poi”.
“Vuoi dire con la mia”.
“Vi somigliate come due gocce d’acqua, Rick. Sembra che di sosia ne abbiamo tutti più di uno”.
“Uno mi basta e avanza. Torniamo subito da lui, Tony. Voglio fargli un paio di domande”.
“Che cosa vuoi chiedergli?”
“Come si chiamano suo padre e sua madre. E se ha un fratello”.
La cartolaia aveva aperto, ma dentro il negozio c’era solo lei.
“Ciao, ragazzi” ci ha salutati.
“E’ andato via il mio sosia?” le ha chiesto Rick.
“Di chi stai parlando?”
“Di uno che mi somiglia e che stava aspettando l’apertura del negozio poco fa insieme a noi”.
“Ho servito sì un ragazzo, ma non ti somigliava affatto”.
“Ne è sicura?”
“Certo”
“Com’era, allora?”
“Avrà avuto la vostra età, tutto qui”.
“Era la prima volta che lo vedeva?”
“Effettivamente non credo che sia mai entrato nel mio negozio prima d’oggi. Ne capitano tanti di clienti occasionali. Ma perché mi stai facendo tutte queste domande, tesoro?”
“Sono un po’ confuso. Anche lui” ha aggiunto Rick rivolto a me.
“Lo vedo. Vi è andata male a scuola oggi?”
“La scuola non c’entra, Clotilde” le ho risposto.
“Di che sosia state parlando, allora?”
“Niente, dobbiamo esserci sbagliati”.
“Ragazzi, vedo che anche la vostra vita dev’essere piena di complicazioni. Ma di che mi meraviglio? Lo so bene a che a dodici anni il mondo non è tutto rose e fiori. Lasciatevelo dire da una che ha vissuto la sua adolescenza in un marasma del quale non avete idea”.
“Lei ha mai incontrato una sua sosia nella sua vita?”
“No. Però sarebbe un’esperienza divertente. Che cosa vi serve?”
“Due nuove matite per Riccardo”.
Usciti dalla cartoleria, siamo tornati a lenti passi a casa di Riccardo.
“Qui qualcuno vuol farci diventare matti” ha detto Rick.
“Mio padre dice che spesso la realtà supera la fantasia”.
“Insomma quel ragazzo c’era o non c’era? Lo abbiamo visto e gli abbiamo parlato, o ce lo siamo inventati?”.
“Io ricordo ancora il suono della sua voce”.
“E io il ciuffo dei capelli uguale al mio”.
“Non pensiamoci più, Rick”.
Ma è stato più facile dirlo che farlo. Tornato a casa, ho continuato a pensarci fino all’ora di cena. Poi ho raccontato tutto a mio padre.
“Di sicuro non avete avuto una visione” mi ha detto. “E a me, forse, hai dato lo spunto per una storia”.

 


La serie del piccolo Antonio di Angelo Petrosino

La serie di Antonio

 

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