Edizioni Sonda

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Una rapina fallita

Oggi io, Rick e Nessuno abbiamo sventato una rapina e forse qualcosa di peggio.
Verso le nove e trenta stavamo portando il mio cane a parco Sempione, per fargli sgranchire le zampe in una zona non frequentata da bambini.
Era sabato, ma la filiale della banca davanti alla quale stavamo passando era aperta. Due uomini erano fermi vicino all’ingresso, avevano le mani in tasca e si guardavano intorno nervosi. E’ per questo che hanno attirato la mia attenzione. Ma avrei tirato avanti se Nessuno, sfiorando la gamba di uno dei due, non si fosse preso una pedata.
Nessuno ha ringhiato ma non ha reagito. Io ho detto all’uomo: “Non voleva mica morderla”.
Quando ho tirato il guinzaglio, però, Nessuno non mi ha ubbidito.
“Dai, andiamo” gli ho detto.
Ma non si è mosso. Guardava l’uomo agitando la coda e mostrandogli i denti.
“Ti decidi a portarlo via o devo dargli un’altra pedata?” mi ha chiesto il tizio, sempre più nervoso.
“Non glielo consiglio” gli ha risposto Riccardo.
“Sparite” ci ha sibilato l’uomo che aveva taciuto fino a quel momento, e che lanciava occhiate in ogni direzione.
“Andiamo, Nessuno” ho ripetuto al mio cane.
Nessuno, però, continuava a fissare l’uomo che gli aveva rifilato la pedata ed era sordo ai miei inviti.
“Che cosa ti prende?” gli ho chiesto.
“Se non lo portate via, non so cosa gli faccio” ci ha minacciato l’uomo.
A quel punto Riccardo mi ha bisbigliato: “Tony, c’è qualcosa che non va. Sarà meglio allontanarsi”.
Ma Nessuno sembrava inchiodato al suolo e resisteva agli strattoni che davo al guinzaglio.
Era la prima volta che non mi ascoltava.
“Si può sapere cos’hai?” gli ho chiesto.
“Sta mandando tutto all’aria, cosa facciamo?” ha chiesto uno dei due all’altro.
“Filiamo, sta arrivando un’auto della polizia” è stata la risposta.
E, con un balzo, si sono infilati in un’auto che era parcheggiata accanto al marciapiede con il motore acceso. Il tizio al volante è partito sgommando e si è diretto in via Cigna.
La gazzella della polizia deve aver notato quella partenza frettolosa e fracassona e si è messa ad inseguirla a sirene spiegate.
Nessuno ha strusciato il muso contro le mie gambe e si è rilassato.
“Sono sicuro che erano dei rapinatori pronti a fare un colpo in banca” mi ha detto Riccardo. “Hai visto che brutte facce avevano?”
“Pensi che avessero anche una pistola, Rick?”
“Probabile. Il tuo cane deve averlo intuito. Perciò li ha puntati e non voleva muoversi. Meno male che è arrivata l’auto della polizia”.
Prima di proseguire, dalla banca è uscita un uomo anziano che si lisciava i baffi.
“Lo sa che forse abbiamo sventato una rapina in banca?” gli ha detto Riccardo.
“Ah, davvero?”
“Sì, i banditi sono in fuga e la polizia è alle loro calcagna”.
“Una bella fortuna. Ho appena ritirato la mia pensione dal bancomat”.
“Ma il merito è più che altro del cane” ho precisato io. “E’ lui che ha bloccato i due rapinatori”.
“Vorrei ricompensarlo, ma non so come fare”.
“Può ricompensare noi. In fondo, se non lo avessimo portato da queste parti, il colpo sarebbe andato a segno e la sua pensione si sarebbe volatilizzata”.
“Naturalmente non credo a una parola di ciò che avete detto. Ma siccome sono contento perché ho avuto un aumento inaspettato, eccovi un euro a testa per comprarvi le caramelle”.
Riccardo ha preso i due euro che l’uomo ha tirato fuori da una delle tasche del suo giubbotto, ma poi glieli ha restituiti dicendo: “Visto che non ci crede, non li vogliamo”.
Abbiamo messo Nessuno in mezzo a noi e abbiamo proseguito per parco Sempione.
“Ho fatto bene?” mi ha chiesto Riccardo.
“E’ la risposta che gli avrei dato anch’io, Rick”.


 

La serie del piccolo Antonio di Angelo Petrosino

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